Lasnigo è un comune di 406 abitanti della provincia di Como, nel Triangolo Lariano.
Le origini di Lasnigo risalgono all'epoca preistorica: in località Madonna di Loreto, al di sotto del muro di cinta medievale, sono stati portati alla luce resti di capanne, mentre punte di frecce e lame in selce sono state scoperte nella Conca di Crezzo e vicino al ponte di Gera.
Testimonianze romane sono invece alcune tombe a inumazione e a incenerizione, con corredi funerari databili al II secolo, rinvenute nella parte antica del paese. Nei pressi della torre centrale è stata scoperta una lapide funeraria del I secolo, oggi inserita in un muro sopra la fontana della piazza, la cui vasca è formata da un sarcofago in granito di epoca tardoromana.
Pare che in origine il paese si chiamasse "Asuicus", cioè "Assi vicus", villaggio di Asso, il paese che ha dato il nome a tutta la vallata. Nelle mappe di epoca successiva compare il nome Nasnigo, che rimase fino all'epoca medievale, quando il paese assunse l'attuale denominazione.
estendeva anche sulla riva destra del Lambro con il nome di Orsenigo, toponimo che compare anche nei manoscritti della Diocesi di Milano, nei quali è citata la chiesa di Sant’Alessandro, in località Orsenigo, plebe di Asso. Questa zona del paese fu probabilmente distrutta dal terremoto che colpì la Vallassina nel 1117 e dalle alluvioni del 1226. Di Orsenigo restano oggi solo tracce di terrazzamenti e parte dei muri perimetrali.
Testimonianza di epoca medievale sono due torri fortificate, raffigurate anche sullo stemma di Lasnigo, e resti delle mura che circondavano il borgo, ora racchiuse da edifici più moderni.
In epoca medievale il paese segue le sorti degli altri centri della Vallassina: combatte contro Como a fianco degli arcivescovi milanesi, si sottrae poi all'autorità dell'imperatore Federico Barbarossa e si unisce al comune di Asso, aderendo alla Lega Lombarda. Dopo la pace di Costanza passa nuovamente sotto il controllo degli arcivescovi e nel 1409 è annesso al Ducato di Milano.
Notevole è invece lo sviluppo del paese in epoca postrinascimentale, come conferma la scoperta bdi una fornace a pianta quadrata per la cottura di degli utensili da tavola e da cucina, richiesti da tutti i paesi della valle. Infatti frammenti di scodelle invetriate e dipinte sono stati rinvenuti sia qui che in altri centri della Vallassina. L'importanza artigianale di questo piccolo centro pare confermata dal nome della località Pra Mercàa, al confine con il comune di Asso, che attesterebbe la presenza di un grande mercato frequentato dagli abitanti della zona.
Fino ad alcuni anni fa l'economia del paese si basava sull'allevamento del bestiame e sulla coltivazione del mais e degli ortaggi, destinati soprattutto al consumo familiare. Due mulini ad acqua, una piccola torcitura e la produzione del carbone da legna erano le altre attività del territorio. Oggi i numerosi boschi vengono sfruttati per la raccolta di legname destinato all'uso locale. I residenti sono costretti a trovar lavoro nei paesi limitrofi della valle, poichè anche il turismo è un'attività ancora modesta.